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Mestiere

Incuriosito dalla bella parola mestiere, consulto il dizionario e vi leggo una spiegazione che mi sorprende; lì, infatti, fra molti dubbi e condizionali, si cita il latino tardo misterium (da ministerium, a sua volta da minister, ‘ministro’, ‘servitore’), il quale si sarebbe poi confuso con mysterium, ‘mistero’1.
Dobbiamo sapere che il ministro antico, il minister, è colui che amministra, somministra, serve: è un addetto a un ufficio o un sacerdote di un culto. Che sia laico o religioso poco importa, perché dipende da una sovranità superiore, di cui è espressione e propaggine. La sua origine è scolpita nel prefisso minus, che significa ‘meno’.
Ben altro avevo pensato io del mestiere, il quale non sembra né un servigio reso a qualche entità superiore, né un mistero.
Ora, il mestiere, come suggeriscono anche certe espressioni (essere del mestiere; i ferri del mestiere), indica sempre una particolare abilità pratica, per così dire una maestria, che sia quella di un capomastro o di un altro maestro. L’inglese master, per esempio, sembra particolarmente vicino al mestiere, il quale, dunque, potrebbe nascere, come il master, dal magister, cioè da magis che vuol dire ‘più’. Il mestiere è un magistero.
Gli etimologisti potrebbero dimostrare la plausibilità di un percorso che è solo culturale e non fonetico.

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1 M. Cortelazzo & P. Zolli, Dizionario etimologico della lingua italiana, 5 voll. Bologna, Zanichelli, 1979-1988, alla voce «mestière».