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Galli, galline e oche

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Sommario

Percorrendo le strade della Toscana, e anche dell’Italia, non è raro incontrare – come toponimi, cioè nomi di luogo – galli e galline. Bastino per tutti il Galluzzo, che accoglie chi da Siena voglia raggiungere Firenze, e Gallina (Osteria Gallina, provincia di Siena), sul 43° parallelo. Tali nomi sono stati catalogati, anche recentemente, come «Nomi locali derivati da nomi d’animali».
Sia la collocazione di un sito come Galluzzo, adattissimo a un ingresso in città, che altri particolari (come gli aggettivi che, nei vari toponimi, si associano ai nostri animali, come ampio e morto, per esempio) ci suggeriscono una diversa spiegazione di questi nomi: si tratta di «calli», cioè vie, strade, percorsi. Così, luoghi come Gallampio o Gallina morta divengono immediatamente e facilmente comprensibili.
Un altro animale che si trova, per così dire, lungo le strade del gioco è l’oca. Anche in questo caso, tuttavia, siamo di fronte a una incomprensione: il gioco dell’oca nasce, in realtà, da un coerente gioco dei loca (che in latino significa ‘luoghi’). Chi non conosceva il latino ha finito per aggiungere un apostrofo che, a suo giudizio, doveva rendere – ahimé – più chiara l’espressione.
La solita oca, quantomai inopportuna, riappare anche nell’espressione – finora incompresa – di Porca l’oca! Crediamo che, anche in questo caso, si tratti di luoghi e non d’animali.